
La Costa Verde, nella Sardegna sud-occidentale, è una destinazione ideale per chi desidera vivere una vacanza tra natura incontaminata, archeologia industriale e antichi paesaggi minerari. In questo angolo dell’isola, il tempo sembra essersi fermato e la vegetazione ha lentamente riconquistato gli spazi un tempo occupati dalle attività dell’uomo.
Arbus, Piscinas, Scivu, Ingurtosu, Naracauli e Montevecchio sono alcuni dei nomi che identificano questo territorio affascinante. Località nelle quali immense distese di sabbia si alternano a villaggi abbandonati, pozzi minerari, laverie e strutture industriali oggi trasformate in testimonianze storiche visitabili.
La Costa Verde offre così un itinerario capace di unire giornate al mare, escursioni nella natura e visite culturali alla scoperta della storia mineraria della Sardegna.
La storia delle miniere di Ingurtosu
I giacimenti di piombo, zinco e argento presenti nella zona di Ingurtosu, nel territorio comunale di Arbus, furono individuati durante gli anni Trenta dell’Ottocento. Lo sviluppo più importante arrivò però nella seconda metà del secolo, quando gli investimenti di società straniere trasformarono questa parte della Costa Verde in uno dei principali distretti minerari europei.
A partire dal 1875, migliaia di lavoratori furono impiegati nell’estrazione e nella lavorazione dei minerali. Agli inizi del Novecento il numero degli addetti raggiunse circa 2.500 persone.
I minatori arrivavano non soltanto da diverse zone della Sardegna, ma anche dalla Sicilia, dal Veneto, dalla Campania e da altre regioni italiane. Attorno alle miniere sorsero interi villaggi, abitazioni per gli operai, officine, palazzi amministrativi e impianti destinati alla lavorazione del materiale estratto.
Uno degli edifici più rappresentativi di questa stagione industriale è la Laveria Brassey di Naracauli, inaugurata nel 1900. I suoi suggestivi ruderi si trovano nell’omonimo villaggio minerario abbandonato, appartenente al comprensorio di Ingurtosu e collegato al grande complesso di Montevecchio.
Le attività proseguirono fino agli anni Sessanta del Novecento. Oggi l’intera area costituisce una delle testimonianze più importanti del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna.

Le spiagge della Costa Verde: Piscinas
Percorrendo la strada panoramica che attraversa la valle de Is Animas si incontrano numerosi edifici minerari dismessi. Il percorso conduce fino alla spiaggia di Piscinas, una delle località più conosciute e spettacolari della Costa Verde.
Piscinas è caratterizzata da un vastissimo sistema di dune modellate continuamente dal vento. Alcune raggiungono altezze considerevoli e danno origine a un paesaggio che, in alcuni punti, ricorda quello di un deserto affacciato sul mare.
La sabbia dorata si estende per chilometri, circondata dalla vegetazione tipica della macchia mediterranea. Olivastri, lentischi, tamerici, giunchi e ginepri crescono tra le dune, spesso assumendo forme particolari a causa della costante azione del Maestrale.
Il mare della costa occidentale della Sardegna è generalmente più mosso rispetto a quello di altre zone dell’isola. Proprio questa sua natura selvaggia rende Piscinas una destinazione particolarmente amata da chi cerca grandi spazi, tranquillità e paesaggi ancora poco urbanizzati.
La spiaggia è inoltre uno dei luoghi più suggestivi della Sardegna per osservare il tramonto, quando il sole scende lentamente verso l’orizzonte illuminando le dune e il mare.
Capo Pecora e il panorama sulla costa occidentale
Proseguendo verso sud si può raggiungere Capo Pecora, promontorio roccioso affacciato sul mare. La strada presenta diversi tratti ricchi di curve, ma regala panorami di grande bellezza sulla costa e sulle montagne circostanti.
Capo Pecora è una meta consigliata agli appassionati di escursionismo, fotografia e paesaggi naturali. Le rocce granitiche, le calette e la vegetazione mediterranea contribuiscono a creare uno degli scenari più caratteristici della Sardegna sud-occidentale.

Le spiagge della Costa Verde: Scivu
A sud di Piscinas si trova la spiaggia di Scivu, un’altra località imperdibile durante un soggiorno nella Costa Verde.
Per raggiungerla si attraversa un paesaggio dominato dalla montagna, dal mare e dalla vegetazione mediterranea. Cisto, corbezzolo e altre essenze spontanee accompagnano il visitatore lungo la strada.
Scivu sorprende per il contrasto tra la sabbia dorata, le scogliere scure e le tonalità turchesi dell’acqua. La spiaggia è accessibile attraverso passerelle in legno che permettono di raggiungere comodamente il litorale tutelando allo stesso tempo il delicato ecosistema delle dune.
Anche qui il tramonto offre uno spettacolo particolarmente suggestivo, con il sole che scompare sul mare aperto e colora il paesaggio di sfumature rosse e arancioni.
Tra le altre spiagge del territorio di Arbus meritano una visita Marina di Arbus, Portu Maga, Funtanazza, Torre dei Corsari e Pistis. Queste ultime sono caratterizzate da un importante sistema dunale e da ampi tratti di costa ideali per chi desidera trascorrere una giornata immerso nella natura.
Le miniere della Costa Verde: il Pozzo Gal
Tra i principali siti minerari visitabili della Costa Verde si trova il Pozzo Gal, situato nel comprensorio di Ingurtosu.
Il cantiere prende il nome da un amministratore francese che negli anni Venti del Novecento gestì le miniere per conto del gruppo Penarroya. Il complesso è stato recuperato e ospita oggi un museo dedicato alla memoria mineraria.
Lungo la strada che conduce al Pozzo Gal si incontrano i resti della Laveria Brassey, nel villaggio fantasma di Naracauli, e il grande palazzo che ospitava la direzione delle miniere. Quest’ultimo venne costruito con forme architettoniche che ricordano quelle di un castello dell’Europa centrale.
La visita guidata consente di conoscere l’organizzazione delle attività estrattive, le tecnologie utilizzate e, soprattutto, le condizioni di vita dei minatori.
Il lavoro nelle miniere era estremamente faticoso e pericoloso. Gli operai scendevano anche a centinaia di metri di profondità per estrarre la blenda, minerale dal quale si ricava lo zinco. Gli impianti erano tecnologicamente avanzati per l’epoca, ma rappresentavano anche luoghi di malattie professionali, incidenti, rivendicazioni sindacali e grandi sacrifici.
Il museo del Pozzo Gal permette quindi di comprendere non soltanto la storia industriale del territorio, ma anche quella umana e sociale delle comunità che vissero attorno alle miniere.
Le miniere della Costa Verde: il complesso di Montevecchio
A breve distanza dal Pozzo Gal si trova il borgo minerario di Montevecchio, situato nel territorio di Guspini e in parte collegato storicamente alle attività estrattive di Arbus.
La storia industriale di Montevecchio ebbe inizio ufficialmente nel 1848, quando il re di Sardegna Carlo Alberto concesse lo sfruttamento dei giacimenti minerari. Le attività continuarono per oltre un secolo e terminarono definitivamente nel 1991, dopo un lungo periodo di difficoltà economiche.
Il complesso era suddiviso nei Cantieri di Levante e di Ponente. Al momento della chiusura, molti edifici e impianti erano ancora in buone condizioni e questo ha favorito il successivo recupero del patrimonio minerario.
Oggi è possibile visitare diversi percorsi accompagnati da guide esperte. Gli itinerari attraversano i palazzi della direzione, le officine, i pozzi, le laverie, gli impianti di estrazione, le fonderie e gli edifici nei quali vivevano gli operai.
All’interno delle strutture sono ancora presenti grandi macchinari, argani e attrezzature utilizzate per il sollevamento dei minerali. Alcuni percorsi permettono inoltre di conoscere la vita quotidiana delle famiglie, l’organizzazione del villaggio e il ruolo degli animali impiegati nel sottosuolo per il trasporto del materiale estratto.
Montevecchio rappresenta oggi uno dei più importanti poli italiani dedicati alla memoria dell’attività mineraria e all’archeologia industriale.

Dove dormire e mangiare nella Costa Verde
Per visitare le spiagge, le miniere e i borghi della Costa Verde è importante scegliere una struttura situata in una posizione strategica oppure un punto di partenza per le escursioni, in cui mangiare e scoprire l’offerta enogastronomica del territorio.
L’Agriturismo Sa Tanca si trova a circa 600 metri dal centro di Montevecchio, a breve distanza dai centri abitati di Guspini e Arbus. La struttura è posta a circa 340 metri sul livello del mare, all’interno di un’area immersa nella natura e compresa nel territorio del Parco Geominerario della Sardegna. La posizione dell’agriturismo permette di raggiungere comodamente sia i principali siti minerari sia le località balneari della Costa Verde.
I prodotti provenienti dalla fattoria vengono preparati, cucinati e serviti secondo le antiche ricette tradizionali della cucina tipica sarda. Se si sceglie di trattenersi e pernottare, durante il soggiorno è possibile osservare la fauna tipica del territorio. Nei dintorni dell’azienda non è raro avvistare esemplari di cervo sardo o ascoltarne il caratteristico bramito durante il periodo degli amori.
L’Agriturismo Sa Tanca dista circa 18 chilometri dalla Marina di Arbus e consente di raggiungere località come Pistis, Torre dei Corsari, Funtanazza, Piscinas, Scivu e Capo Pecora. È quindi un punto di partenza ideale per organizzare un itinerario tra mare, natura, cultura e archeologia industriale, alternando le giornate nelle spiagge della Costa Verde alle visite ai complessi minerari di Montevecchio, Ingurtosu e Naracauli.
Soggiornare a Sa Tanca significa gustare i piatti tipici della tradizione sarda e vivere la parte più autentica della Sardegna sud-occidentale, circondati dal silenzio della natura e a pochi chilometri da alcuni dei paesaggi più affascinanti dell’isola.
Perché scegliere la Costa Verde per le vacanze
La Costa Verde è la destinazione perfetta per chi cerca una Sardegna differente dalle località balneari più frequentate. Il territorio conserva un equilibrio straordinario tra spiagge selvagge, dune, montagne, fauna, antichi villaggi e testimonianze della storia industriale.
In pochi giorni è possibile ammirare il tramonto sul mare di Scivu, camminare tra le dune di Piscinas, visitare gli impianti minerari di Montevecchio e scoprire i resti della Laveria Brassey a Naracauli.
La Costa Verde è un viaggio tra natura e memoria, in un territorio dove il paesaggio ha lentamente riconquistato gli spazi lasciati liberi dalle miniere. Una vacanza adatta a chi ama esplorare, conoscere la storia dei luoghi e lasciarsi sorprendere dalla bellezza più autentica della Sardegna.
Related Posts

Dove mangiare a Montevecchio: cucina tipica sarda all’Agriturismo Sa Tanca
Chi cerca dove mangiare a Montevecchio può scegliere l’Agriturismo Sa Tanca, un’azienda agricola immersa nella natura della Sardegna...

Miniera di Piccalinna a Montevecchio: storia, percorso di visita e cosa vedere
La Miniera di Piccalinna si trova nei Cantieri di Levante del complesso minerario di Montevecchio, nella Sardegna sud-occidentale. Il...
Loc. “Sa Tanca” Montevecchio, Arbus (SU) Sardegna